L’ombrellone al ragazzino: yes, very well! It’s very nice…la sedia a sdraio: placcato! E ora…palla in meta! Strane voci si odono e accavallano in certi punti del nostro litorale, più precisamente nella zona nord del lungomare cittadino, di fianco alla piattaforma polifunzionale. E’ lo spazio di La Tela del Ragno Beach, ovvero l'attività estiva dei Centri di Aggregazione Giovanile di Porto Sant'Elpidio. Chiuso il torneo di calcetto - ah proposito, premiati i padroni di casa di Alta Tensione e comunque centrati gli obiettivi dello star bene insieme - dal 27 giugno gli educatori hanno in parte dislocato e “a d’è jti jo lu mare”. Martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 18,30, ci dice Silvia, una delle educatrici, “ci troverete alle prese con gruppetti di ragazzini - preadolescenti e adolescenti, tra gli 11 e i 18 anni – in abiti più spigliati e adeguati alla libertà del luogo, ma sempre accorti, impegnati e intenzionalmente educativi”.Non ci si sbraca, insomma, in spiaggia, ma ad esempio, continua ancora Silvia, “si impara l’inglese, con corso ad hoc per i ragazzi oppure ci si addestra per un’ora buona a rugby, grazie alla disponibilità del capitano della squadra locale. Esercizi, scatti, regole e stili: il rugby come scuola di vita (“Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza sempre” W. Goethe).” Ne abbiamo già parlato in questo blog proprio nei primi post e con interviste dirette; per chi ha voglia di approfondire può quindi scalare agli inizi di psereport.blogspot.com e poi magari può aggiungersi anche questi ulteriori consigli. Inglese, rugby, poi gli immancabili calci al pallone: è in arrivo anche il torneo marino dei ragazzi del Cag. E, aggiunge Marco, altro educatore, “ballano altre idee sportive da qui al 29 luglio, giorno di chiusura: basket, bici, podistica…e poi anche una serata dj ed un corso di educazione stradale. Strano? No, è un’arena di gioco ed educazione, uniti e inscindibili, come d’inverno.” A proposito: lunedì e giovedì non si fa il bagno libero, al contrario c’è la scuola del Cag: si rimane a Villa Baruchello, sede ordinaria, per continuare, con i ragazzi più piccoli il sostegno all’apprendimento didattico.. bravi, bravi davvero nell’impegno, con un occhio magari al clima vacanziero.
Alla Tela Beach partecipano una quindicina e oltre di ‘fedelissimi’ ma altri ragazzi, piccoli o grandi, si aggiungono ogni giorno spontaneamente in loco. A volte si fa rete con il passaparola e comunque qualunque adolescente o minore è benvenuto, anzi l’invito è più che aperto e diffuso: Telabeachciatevi!! Basta presentarsi negli orari previsti da Silvia e Marco e se poi uno vuole può aggregarsi pure con i tenaci dei compiti… no, forse questo è troppo!
mercoledì 13 luglio 2011
lunedì 11 luglio 2011
SARAI DEI NOSTRI? Un seminario sulla nuova scuola
Una nuova direzione e un nuovo futuro: e che sia la volta buona, si augurano molti in cuor loro. Si parla della scuola, un tempo assai restia e refrattaria ai cambiamenti, poi dagli anni novanta in poi terreno politico preferenziale di riforme, controriforme, rivoluzioni e restaurazioni. Recente è anche il riordino degli Istituti Tecnici Superiori: l’obiettivo dichiarato è unire innovazione e territorio, metodologie e lavoro di gruppo. Occhio dunque alle novità locali per tutti i nostri giovani e una delle primizie è certamente rappresentata dai corsi dell’Alta formazione post-diploma in ambito calzaturiero, che si inseriscono nel solco del suddetto riordino e sono promossi dalla Fondazione ITS, formata insieme da pubblico e privato, da un lato quindi il sistema dell’istruzione pubblica e dall’altro le imprese. Lunedì 18 luglio, alle 17.00 presso Villa Baruchello, un apposito incontro chiarirà alle famiglie, agli studenti, alle organizzazioni scolastiche e imprenditoriali il senso e l’operatività di questa iniziativa.“SARAI DEI NOSTRI?” non è un solo un appello ‘marketing’, come si dice, volto a far breccia nelle menti e nei cuori dei giovani, ma è anche un invito a scoprire o ricostruire una identità precisa del territorio elpidiense intorno al suo prodotto per eccellenza: le calzature. Ecco dunque per il prossimo autunno la possibilità, per giovani studenti diplomati, di due corsi fortemente professionalizzanti: TECNICO SUPERIORE PER L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA ED ORGANIZZATIVA DEI PROCESSI DI PRODUZIONE - Sede Fermo. Info: www.istitutomontani.it - tel 0734.622632; TECNICO SUPERIORE RETAIL E MARKET INTELLIGENCE - Sede Civitanova Marche. Info: www.itccorridoni.it - tel 0733.890156.
La qualità del corso e il valore aggiunto dovrebbero essere garantiti dalla ‘fusione’ delle due componenti - pubblico e privato - che costituiranno il corpo organizzativo e didattico, favorendo e mirando così la didattica sul campo, l’applicazione laboratoriale, gli stage, i tirocini, per una reali integrazione tra istruzione, formazione e lavoro. Nel seminario intervengono figure di alta responsabilità del Ministero, della Regione, del mondo dell’impresa: tra esse, Valentina Aprea, Giuseppe Bertagna, Marco Luchetti, Cleto Sagripanti. Modera Annalinda Pasquali, assessore comunale all’istruzione e alle politiche giovanili. Informazioni per ora su itsmodacalzature ma contiamo di tornare presto in tema.
La qualità del corso e il valore aggiunto dovrebbero essere garantiti dalla ‘fusione’ delle due componenti - pubblico e privato - che costituiranno il corpo organizzativo e didattico, favorendo e mirando così la didattica sul campo, l’applicazione laboratoriale, gli stage, i tirocini, per una reali integrazione tra istruzione, formazione e lavoro. Nel seminario intervengono figure di alta responsabilità del Ministero, della Regione, del mondo dell’impresa: tra esse, Valentina Aprea, Giuseppe Bertagna, Marco Luchetti, Cleto Sagripanti. Modera Annalinda Pasquali, assessore comunale all’istruzione e alle politiche giovanili. Informazioni per ora su itsmodacalzature ma contiamo di tornare presto in tema.
giovedì 7 luglio 2011
FORZA VENITE RAGAZZI! Invito agli Scambi giovanili in Francia
Sull’eco di un musical sempreverde, fresco e giovanile, viene lanciato un piccolo appello: Forza venite ragazzi… Il musical in questione - "Forza venite gente" - forse ha anche altre assonanze più sotterranee: la ritmicità, la creatività, l’allegra speranza e il messaggio di essenzialità, il tutto ispirato alla vita straordinaria di Francesco di Assisi. L’appello di queste righe, più prosaicamente, viene dai Centri giovanili dell’Ambito sociale XX, e si rivolge a ragazzi, tra i 15 e i 20 anni, preferibilmente ma non esclusivamente residenti nei tre Comuni - P.S.Elpidio, S.ElpidioM. e M.Urano - interessati a poter vivere una piccola avventura, magari proprio con quei caratteri di ritmicità, creatività, allegria, serenità ed essenzialità. Di cosa si tratta? Presto detto. L’iniziativa – come sottolinea il coordinamento dei CAG dell’Ambito XX - rientra nelle attività finanziate dall’Unione Europea per favorire una nuova cultura della cittadinanza attiva fra i giovani europei, giocata anche sulla condivisione e lo scambio di esperienza. Si chiama Programma Gioventù e dentro di esso un intervento specifico è quello degli Scambi giovanili, incontri a tema tra giovani coetanei di almeno tre paesi comunitari. In questo caso si partirà per la Francia, nella zona sud della Normandia per la precisione, dentro un bosco-parco naturale, tra silenzi e multilingue, in tende e sacco a pelo, ingegnati alle arti di strada: graffiti, danze, teatro, e via dicendo. L’iniziativa è sostenuta in particolare dal Comune di Sant’Elpidio a Mare e dalla Cooperativa Nuovaricerca.Agenziares e Clelia, pedagogista appunto di Nuovaricerca, che ha partecipato in Francia alla riunione di preparazione, ci ricorda che “ci saranno appositi momenti di ‘energizer’ (spazi e giochi di carica e ricarica), espressioni artistiche di gruppo già preparate e spontanee, divisioni di responsabilità di campo, riflessione di gruppo, avventure naturalistiche, come probabilmente la canoa, il tutto nell’intento di poter celebrare la bellezza di un incontro.” “Ed il gioco e la creatività - aggiunge Lucia, che sarà l’educatrice che accompagnerà il gruppetto locale – saranno l’elemento chiave e fortemente educativo per la riuscita dell’esperienza.”
I costi della partecipazione sono estremamente vantaggiosi perché coperti per la maggior parte dalla Comunità europea. Chi è interessato può partecipare giovedì 14 luglio alle ore 17.00 presso il Centro di aggregazione I Belong di Sant’Elpidio a Mare ad una riunione che spiega tutta l’organizzazione e i contenuti. Per informazioni e contatti: 0734/903512; 0734/858494; 339.8389920…forza, allora, venite ragazzi!
I costi della partecipazione sono estremamente vantaggiosi perché coperti per la maggior parte dalla Comunità europea. Chi è interessato può partecipare giovedì 14 luglio alle ore 17.00 presso il Centro di aggregazione I Belong di Sant’Elpidio a Mare ad una riunione che spiega tutta l’organizzazione e i contenuti. Per informazioni e contatti: 0734/903512; 0734/858494; 339.8389920…forza, allora, venite ragazzi!
martedì 5 luglio 2011
STUZZICA CORPORA MENTE. Dietro le quinte del Libraio dei Centri socio-educativi
Li avevamo lasciati lì, dietro le quinte del Teatro delle Api, a scaldare corpo e anima e a giocare in prova con le palline, cosa che piace molto a Cristiana, una dei 47 ragazzi e adulti dei Centri socio educativi La cittadella del sole e La Serra che hanno recitato il loro spettacolo “Il libraio di Selinunte”. “Non si tratta di un lavoro adattato sulle potenzialità dei diversamente abili - ci tiene a sottolineare la regista Roberta Fonzato - a tutti gli effetti loro sono veri attori, che hanno creato il copione, le scenografie, gli oggetti di scena e hanno contribuito ad un processo artistico armonico di grande professionalità.” Brividi ed emozioni, dunque, e talenti, laddove questa parola non è usata per caso: fa il paio con il metodo (teatro dell’oppresso) cui si ispira la regista, che si incentra sulla presa di coscienza di sé stessi, o con l’idea forte del teatro come ‘esplorazione di significati profondi’, come ebbe a dire un super-autore come Grotowski.Bando ai grandi nomi e ai paroloni rimane l’entusiasmo e il fatto di “un’esperienza davvero unica - come sottolinea la coordinatrice dei due centri Mariella Antognozzi -, con un numero così alto di ragazzi coinvolti e con problemi neuro-psico-fisici così diversi tra di loro… tutti però si sono mostrati propositivi e anzi alcuni che tendevano solitamente ad isolarsi sono riusciti a mettersi in gioco e ad esprimere sé stessi, è stata una splendida sorpresa”. Bene, anzi benissimo… e dopo? Quando cala il sipario e le luci sfiocano i colori delle emozioni? Forse non c’è un dopo, ma c’è un ferreo tirocinio a tu per tu con il presente, con il passo su passo di ogni giorno. Lo comprendiamo dalle parole di Stefania, responsabile della Cittadella del sole, e dal breve diario-letter del Centro, Lo stuzzicamente, che esce come secondo numero proprio in questi giorni e che tutti sono invitati a leggere e ascoltare. Nel primo Stefania presentava la sua realtà ri-creatrice (di bigiotteria, di appuntamenti e soprattutto di autenticità) ed in questo secondo, con identico stile, ecco appunto Il Libraio e il suo percorso, e poi le uscite, il territorio, le poesie, le magiche doppie interviste.
Aspettiamo al varco i nuovi eventi e certamente all’orizzonte ci sarà ancora teatro: “Non abbiamo fatto il solito saggio – conclude Stefania -. Tutto è stato fatto con assoluta professionalità.” Per chi ha la mente un pochino stuzzicata, ci si può dilettare ad approfondire tali temi con:
n. 1. la Cittadella, che è ben lieta di confrontarsi sulla propria esperienza;
n. 2. gruppi storici del tdo, quali: Giolli; Casaperlapace; collettivo Krila;
n. 3. esperienze intriganti della diversità: l’associazione Teatro Aenigma di Cartoceto (PU), che produce la rivista Teatri della diversità; l’Accademia della Follia di Claudio Misculin, che affonda le radici nell’insegnamento di Franco Basaglia e nel suo esergo ‘Da vicino nessuno è normale’.
Aspettiamo al varco i nuovi eventi e certamente all’orizzonte ci sarà ancora teatro: “Non abbiamo fatto il solito saggio – conclude Stefania -. Tutto è stato fatto con assoluta professionalità.” Per chi ha la mente un pochino stuzzicata, ci si può dilettare ad approfondire tali temi con:
n. 1. la Cittadella, che è ben lieta di confrontarsi sulla propria esperienza;
n. 2. gruppi storici del tdo, quali: Giolli; Casaperlapace; collettivo Krila;
n. 3. esperienze intriganti della diversità: l’associazione Teatro Aenigma di Cartoceto (PU), che produce la rivista Teatri della diversità; l’Accademia della Follia di Claudio Misculin, che affonda le radici nell’insegnamento di Franco Basaglia e nel suo esergo ‘Da vicino nessuno è normale’.
lunedì 4 luglio 2011
UNA IMPRONTA CI SALVERA'
“E’ ora di contarsi e cominciare a camminare”: queste parole sono di un sindaco di un piccolo comune lombardo, Domenico Finiguerra, che ha avuto però una sua notorietà nei media (la trasmissione Report, ad esempio) per la realizzazione di buone prassi di gestione del territorio. Ma le stesse parole sono prese in prestito e auspicio in un breve scritto di Giuliana, giovane studentessa locale, appassionata di temi e di ambiente, utilizzato peraltro proprio in un incontro-confronto aperto ai cittadini qui a Porto Sant’Elpidio con lo stesso Finiguerra, qualche settimana addietro.
Ne riprendiamo volentieri alcuni stralci e input perché - chi può negarlo? – “ambiente” è ormai una parola passe-partout, incessantemente attuale, per capire cosa ci sta accadendo e mantiene comunque desta una sensazione semplice e leggera, pienamente infantile ma insostituibile: la filiazione alla Terra.Sensazione che forse è anche una intima necessità. Dunque, ricorda, Giuliana, “abbiamo scelto come simbolo della nostra iniziativa un'impronta, che richiama l'impronta ecologica, un metodo di misurazione adottato dal WWF che indica quanto territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, una regione, un paese o dall'intera umanità per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che genera. Se tutti gli esseri umani avessero un'impronta ecologica pari a quella degli abitanti dei paesi "sviluppati" non basterebbe l'attuale pianeta per sostenerla: nel 2050 ce ne vorrebbero due di pianeti, se continuerà l’attuale ritmo di consumo di acqua, suolo fertile, risorse forestali, specie animali.” Dunque una lieve impronta indica un livello di guardia: citando Finiguerra “è già alle spalle il primo ‘giorno del sorpasso’ (31 dicembre 1986), momento, cioè, in cui le risorse annuali prodotte dal pianeta non sono più sufficienti a coprire il fabbisogno ordinario dei propri dimoranti e quindi si comincia ad intaccare il capitale accumulato; nel 2008 ciò è avvenuto il 23 settembre… forse è il caso di rallentare.”
“Ecco perché - prosegue Giuliana – esperienze come quelle di Domenico Finiguerra a Cassinetta di Lugagnano sono indispensabili e da conoscere. Non tanto o non solo per la cosa in sé ma per il suo valore di guida e indirizzo. La campagna “Stop al Consumo di Territorio” ha sancito una scelta netta ma niente affatto scontata: l’approvazione di un Piano di governo del territorio a crescita zero, un piano, cioè, senza previsioni di crescita dell’insediamento, che quindi punta a mantenere intatto il proprio territorio agricolo ed elimina cessioni per fare agevolmente cassa; in tempi di vacche magre non è scelta facile e nemmeno diffusa.” E ci intriga anche il richiamo al metodo, che sembra risultare il vero elemento di differenza; un metodo, come va di moda dire, ‘partecipativo’, ma non solo; spiega Giuliana che ”accanto alle assemblee pubbliche e al confronto aperto, strumenti indispensabili, si sono innescate e agganciate ricerche e analisi e strategie differenziate e concrete di risposta al bisogno abitativo attraverso: recupero di edifici; riconversione di aree produttive incompatibili; quote di edilizia sia convenzionata sia a canone sociale; completamento di previsioni vigenti; saturazione delle aree già edificate. Di fatto si è agito e inciso per un obiettivo di bene comune: non consumare altro suolo.”
Accogliamo dunque con interesse queste informazioni e riflessioni, soprattutto osservando la quantità di esperienze correnti che si susseguono e che certamente più di una domanda o riflessione ce la pongono. Di fatto ogni giorno l’Ambiente è questione centrale: basti pensare ai referendum, a Napoli e alle sue crisi, alla Val di Susa, e via dicendo. Senza allargarci a discorsi sin troppo complessi, ci fermiamo un po’ ascolto e ringraziamo Giuliana per l’input ad approfondire alcune esperienze fattive, magari con radici comuni ma rami autonomi e diversificati, come appunto quelle dei Comuni Virtuosi (tra cui Cassinetta di Lugagnano), quella delle Città in Transizione e quella dei Borghi FuturiBorghi Futuri; alcune anche esperienze vicine territorialmente e comunque una piccola ma utile cartografia del ‘bene territorio’… E ora possiamo iniziare a camminare!
Ne riprendiamo volentieri alcuni stralci e input perché - chi può negarlo? – “ambiente” è ormai una parola passe-partout, incessantemente attuale, per capire cosa ci sta accadendo e mantiene comunque desta una sensazione semplice e leggera, pienamente infantile ma insostituibile: la filiazione alla Terra.Sensazione che forse è anche una intima necessità. Dunque, ricorda, Giuliana, “abbiamo scelto come simbolo della nostra iniziativa un'impronta, che richiama l'impronta ecologica, un metodo di misurazione adottato dal WWF che indica quanto territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, una regione, un paese o dall'intera umanità per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che genera. Se tutti gli esseri umani avessero un'impronta ecologica pari a quella degli abitanti dei paesi "sviluppati" non basterebbe l'attuale pianeta per sostenerla: nel 2050 ce ne vorrebbero due di pianeti, se continuerà l’attuale ritmo di consumo di acqua, suolo fertile, risorse forestali, specie animali.” Dunque una lieve impronta indica un livello di guardia: citando Finiguerra “è già alle spalle il primo ‘giorno del sorpasso’ (31 dicembre 1986), momento, cioè, in cui le risorse annuali prodotte dal pianeta non sono più sufficienti a coprire il fabbisogno ordinario dei propri dimoranti e quindi si comincia ad intaccare il capitale accumulato; nel 2008 ciò è avvenuto il 23 settembre… forse è il caso di rallentare.”
“Ecco perché - prosegue Giuliana – esperienze come quelle di Domenico Finiguerra a Cassinetta di Lugagnano sono indispensabili e da conoscere. Non tanto o non solo per la cosa in sé ma per il suo valore di guida e indirizzo. La campagna “Stop al Consumo di Territorio” ha sancito una scelta netta ma niente affatto scontata: l’approvazione di un Piano di governo del territorio a crescita zero, un piano, cioè, senza previsioni di crescita dell’insediamento, che quindi punta a mantenere intatto il proprio territorio agricolo ed elimina cessioni per fare agevolmente cassa; in tempi di vacche magre non è scelta facile e nemmeno diffusa.” E ci intriga anche il richiamo al metodo, che sembra risultare il vero elemento di differenza; un metodo, come va di moda dire, ‘partecipativo’, ma non solo; spiega Giuliana che ”accanto alle assemblee pubbliche e al confronto aperto, strumenti indispensabili, si sono innescate e agganciate ricerche e analisi e strategie differenziate e concrete di risposta al bisogno abitativo attraverso: recupero di edifici; riconversione di aree produttive incompatibili; quote di edilizia sia convenzionata sia a canone sociale; completamento di previsioni vigenti; saturazione delle aree già edificate. Di fatto si è agito e inciso per un obiettivo di bene comune: non consumare altro suolo.”
Accogliamo dunque con interesse queste informazioni e riflessioni, soprattutto osservando la quantità di esperienze correnti che si susseguono e che certamente più di una domanda o riflessione ce la pongono. Di fatto ogni giorno l’Ambiente è questione centrale: basti pensare ai referendum, a Napoli e alle sue crisi, alla Val di Susa, e via dicendo. Senza allargarci a discorsi sin troppo complessi, ci fermiamo un po’ ascolto e ringraziamo Giuliana per l’input ad approfondire alcune esperienze fattive, magari con radici comuni ma rami autonomi e diversificati, come appunto quelle dei Comuni Virtuosi (tra cui Cassinetta di Lugagnano), quella delle Città in Transizione e quella dei Borghi FuturiBorghi Futuri; alcune anche esperienze vicine territorialmente e comunque una piccola ma utile cartografia del ‘bene territorio’… E ora possiamo iniziare a camminare!
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